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	<title>Centro Mandala</title>
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	<description>...il tuo benessere è il nostro lavoro!</description>
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		<title>schizofrenia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 08:19:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto ausilio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Schizofrenia e disturbi sociali: studio italiano ne svela la natura Sono tipici della patologia che colpisce l&#8217;un per cento della popolazione adulta, in cui, a tratti, si perde il senso della realtà. Un lavoro dell&#8217;università di Chieti e di Parma rivela le alterazioni del funzionamento cerebrale in chi ne soffre. E mette in evidenza le basi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/cervello.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-935" title="cervello" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/cervello.jpg" alt="" width="300" height="299" /></a>Schizofrenia e disturbi sociali</strong>: <strong>studio italiano ne svela la natura</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Sono tipici della patologia che colpisce l&#8217;un per cento della popolazione adulta, in cui, a tratti, si perde il senso della realtà. Un lavoro dell&#8217;università di Chieti e di Parma rivela le alterazioni del funzionamento cerebrale in chi ne soffre. E mette in evidenza le basi neurali di uno dei tratti chiave: l&#8217;incapacità di stabilire un confine preciso fra il sé e l&#8217;altro.<span id="more-933"></span></p>
<p style="text-align: justify;">ALLUCINAZIONI, deliri, tendenza ad isolarsi. Chi soffre di schizofrenia a volte perde il senso della realtà e si sente spaventato, confuso. Un tratto tipico di questo disturbo che colpisce l&#8217;uno per cento della popolazione adulta, è la disfunzione sociale: l&#8217;altro diventa un enigma indecifrabile, genera ansia, portando ad una serie di meccanismi compensatori che si traducono in comportamenti psicotici.</p>
<p>Ciò che non è chiaro in questa malattia complessa ed invalidante è se i deficit sociali riguardino le relazioni con gli altri individui o abbiano le proprie radici nei disturbi dell&#8217;esperienza in prima persona del proprio corpo. Ora uno studio italiano dell&#8217;università di Chieti e di Parma, guidato da Vittorio Gallese, professore di fisiologia al <a href="http://www.unipr.it/arpa/mirror/english/index.htm">dipartimento di neuroscienze dell&#8217;università di Parma <sup>1</sup></a>, dà una nuova spiegazione della natura dei disturbi sociali caratteristici della patologia, rivelando le alterazioni del funzionamento cerebrale in chi ne soffre. E mettendo in evidenza le basi neurali di uno dei suoi tratti chiave: l&#8217;incapacità di stabilire un confine preciso fra il sé e l&#8217;altro.</p>
<p>Usando la tecnica della risonanza magnetica funzionale, Gallese e i suoi colleghi, che hanno pubblicato i risultati del loro studio su <em><a href="http://scan.oxfordjournals.org/">Social Cognitive and Affective Neuroscience <sup>2</sup></a>,</em> hanno osservato le risposte cerebrali a situazioni sociali riguardanti l&#8217;osservazione di sensazioni corporee vissute da altri. Ed hanno visto che nei pazienti schizofrenici ci sono attivazioni neurali diverse rispetto agli individui sani, in regioni cerebrali coinvolte durante l&#8217;esperienza soggettiva di sensazioni corporee tattili.</p>
<p style="text-align: justify;">
In particolare nella corteccia premotoria &#8211; coinvolta normalmente nella percezione di sensazioni corporee e nell&#8217;integrazione del controllo motorio con le informazioni sensoriali visive, tattili ed uditive &#8211; e nell&#8217;insula posteriore, fondamentale non solo nella percezione delle sensazioni corporee ma nel distinguere il sé dagli altri in situazioni di &#8220;affettività sociale&#8221;. Funzioni importanti, &#8220;perché rendono possibile il senso di possedere le proprie esperienze, come azioni e sensazioni. Ciò è quanto appare disturbato nella patologia schizofrenica&#8221;, spiega Sjoerd Ebisch dell&#8217;Università di Chieti e co-autore principale del lavoro. &#8220;Le alterazioni nervose rivelate dal nostro studio potrebbero essere alla base della ridotta capacità di distinguere le proprie esperienze da quelle degli altri nelle interazioni sociali, e di comprendere intuitivamente il senso di queste stesse interazioni&#8221;.</p>
<p>Tutto è partito dai neuroni specchio, scoperti da un gruppo di scienziati dell&#8217;università di Parma, fra cui proprio Gallese, nel 1991. Sono cellule nervose che si attivano sia quando si fa una cosa in prima persona che quando si osserva un altro compiere la stessa azione. Grazie a meccanismi verosimilmente analoghi,  basta scorgere un&#8217;emozione su un viso o percepire che la gamba di un altro viene sfiorata per simulare nel nostro cervello una sensazione corrispondente. Questo meccanismo è ciò che Gallese definisce &#8220;simulazione incarnata&#8221;.</p>
<p>&#8220;Diversi anni fa abbiamo iniziato a pensare che questa potesse essere solo la punta di un iceberg e che la stessa logica fosse applicabile ad ambiti diversi, come quello delle sensazioni e delle emozioni&#8221;.  Alla luce di questo modello, si è deciso di concentrarsi su due patologie in cui il tema dell&#8217;intersoggettività risulta centrale, spiega ancora il professore: la psicosi schizofrenica e l&#8217;autismo infantile, molto diverse fra loro ma con un tratto comune, ossia i problemi di relazione con l&#8217;altro.</p>
<p>Finora queste patologie sono state studiate con un approccio &#8220;dall&#8217;alto&#8221;, cognitivista, senza concentrarsi sulla dimensione &#8220;incarnata&#8221; dell&#8217;esperienza in prima persona. &#8220;Questo lavoro ne segue uno diverso ed è solo il primo di una serie&#8221;, racconta ancora Gallese.</p>
<p>I pazienti sono stati osservati a sei mesi dal primo episodio di schizofrenia. Ed è emerso che durante la &#8220;percezione sociale&#8221;  -  i pazienti guardavano il video di una mano toccata da un&#8217;altra mano, accarezzata o schiaffeggiata &#8211; nei soggetti schizofrenici l&#8217;area della corteccia premotoria si attivava molto meno rispetto al gruppo di controllo. E risultava tanto meno attiva quanto più gravi erano i sintomi della malattia riguardo all&#8217;esperienza del sé. L&#8217;insula posteriore, invece, che negli individui sani si &#8220;spegne&#8221; quando si osservano esperienze tattili nell&#8217;altro, nei soggetti schizofrenici rimaneva attiva.</p>
<p>&#8220;La schizofrenia si caratterizza per un problema di confine del sé corporeo &#8211; riassume Gallese &#8211; e qui forniamo una chiave di lettura, mettendo in evidenza le basi neurali del problema chiave: non essere in grado di tracciare confini netti fra il sé e l&#8217;altro&#8221;.</p>
<p>All&#8217;estero il lavoro ha suscitato parecchio interesse. Per Georg Northoff, dell&#8217;Institute of Mental Health Research dell&#8217;Univeristà di Ottawa, si tratta di uno studio unico dai risultati importanti, &#8220;che mostrano come i pazienti schizofrenici perdono letteralmente il contatto con la realtà in quanto incapaci di integrare il loro sé con quello degli altri e quindi con l&#8217;ambiente sociale&#8221;, con conseguenze di rilievo per la comprensione non solo della malattia ma del funzionamento del cervello.</p>
<p>Già Freud aveva ipotizzato che un&#8217;alterazione nella distinzione tra &#8220;me e altro da me&#8221; fosse alla base del pensiero psicotico, sottolinea Mark Solms, curatore della nuova edizione standard integrale dei lavori psicologici del padre della psicoanalisi: per l&#8217;esperto questo lavoro &#8220;fornisce una nuova base scientifica alla sua teoria&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">articolo pubblicato su repubblica.it<br />
05/02/2012</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dott. Roberto Ausilio</strong></p>
<p style="text-align: justify;">psicologo psicoterapeuta viterbo<br />
tel. 328 4645207</p>
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		<title>La masturbazione</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 08:38:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto ausilio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Centro Mandala &#8211; Psicologia e Salute &#8211; Benessere Mente Corpo &#8211; Orvieto Quello della masturbazione è un tema affrontato molto spesso in maniera poco chiara. L&#8217;educazione sessuale in famiglia o a scuola, carente quando non addirittura fuorviante, fa ben poco per aiutarci a capire questa pratica, e a darle una giusta e collocazione nella nostra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Centro Mandala &#8211; Psicologia e Salute &#8211; Benessere Mente Corpo &#8211; Orvieto</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/182631_125042320900577_100001844281836_163871_5203520_n.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-921" title="182631_125042320900577_100001844281836_163871_5203520_n" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/182631_125042320900577_100001844281836_163871_5203520_n-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Quello della masturbazione è un tema affrontato molto spesso in maniera poco chiara. L&#8217;educazione sessuale in famiglia o a scuola, carente quando non addirittura fuorviante, fa ben poco per aiutarci a capire questa pratica, e a darle una giusta e collocazione nella nostra vita.Considerando il livello di diffusione, la masturbazione infatti è presente nella vita di tutti o quasi, in ogni fascia di età e in entrambi i sessi.</p>
<p style="text-align: justify;">Per capire meglio il ruolo della masturbazione nella nostra vita quotidiana, la sua importanza, la sua diffusione, riportiamo qui un&#8217;interessante intervista alla Professoressa Roberta Rossi dell&#8217;Istituto di Sessuologia Clinica di Roma.</p>
<p><strong>Quale funzione assolve, quale ruolo ha la masturbazione nella vita di una persona?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La stimolazione dei genitali è la prima forma di conoscenza del proprio corpo e delle sensazioni che possono essere sperimentate attraverso questa modalità. <span id="more-913"></span>Già nell&#8217;infanzia ritroviamo traccia della masturbazione, esperita dai bambini/e come forma di gioco, consolazione, scoperta del corpo dei compagni/e, ma è nell&#8217;adolescenza che la masturbazione trova la sua espressione massima, si è più consapevoli del piacere che questa modalità ci offre e la si ricerca appositamente. Anche nell&#8217;adolescenza aiuta a conoscere e vivere i cambiamenti del nostro corpo, le sensazioni legate a questo e diviene uno strumento importante per educarci al rispetto della propria e altrui sessualità. <span style="text-align: justify;">Recentemente un documento della WAS, l&#8217;Associazione Mondiale della Salute Sessuale, stilato con l&#8217; Organizzazione Mondiale della Sanità, sugli obiettivi della sessualità nel terzo millennio, (www.worldsexualhealth.org/millennium-declaration) ha sottolineato l&#8217;importanza di questa pratica nello sviluppo psicosessuale individuale, come forma di conoscenza e di educazione al piacere, nell&#8217;ottica del benessere sessuale individuale e di coppia.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Perché la masturbazione riguarda anche chi ha già una relazione di coppia, e teoricamente non avrebbe bisogno di fare ricorso a questa pratica?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Esiste una sessualità relazionale e una sessualità individuale, entrambe hanno una loro specificità e non sono assolutamente in contrasto, né tantomeno la masturbazione deve essere vista come un&#8217;azione compensatoria rispetto a una sessualità di coppia insoddisfacente. Le persone che vivono serenamente la loro sessualità non si pongono il problema di eliminare la masturbazione quando subentra una relazione di coppia, ma neanche quella di mantenerla a tutti i costi. Sono aspetti diversi del benessere sessuale, che possono essere gestiti in maniera personale in base alle proprie esigenze.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Si parla di masturbazione e si pensa al ragazzo giovane alle prime armi, invece la masturbazione è un fenomeno diffuso tra entrambi i sessi e più o meno in tutte le fasce di età. Può darci qualche dato percentuale e qualche indicazione per capire meglio la diffusione di questa pratica?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/donna.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-916" title="donna" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/donna.jpg" alt="" width="277" height="182" /></a>La masturbazione è un comportamento trasversale nei sessi e nelle diverse fasce di età, e già questo dovrebbe farci riflettere sul suo significato. Come può ben capire è difficile fare ricerca su questi argomenti ed è difficile che le persone rispondano a questo tipo di domande, per imbarazzo, vergogna, timore del giudizio.</p>
<p><strong>Chi sostiene di non masturbarsi: mente, ha un problema, oppure non mente e non ha nessun problema?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Non credo che la questione vada posta in questi termini. Come dicevo prima riguardo alla sessualità ognuno di noi si muove in maniera soggettiva e in base alla propria storia, a volte l&#8217;assenza della masturbazione può essere indicatore di un qualche tipo di difficoltà rispetto alla sessualità altre volte può essere semplicemente una scelta: provo un piacere maggiore in altro modo e non sento l&#8217;esigenza di masturbarmi. Non dobbiamo passare da un eccesso all&#8217;altro, demonizzare la masturbazione ha portato le persone nei secoli ad avere diversi problemi rispetto la sessualità in generale, oggi non dobbiamo farne un must a tutti i costi, ma aiutare le persone con una corretta informazione, a trovare un equilibrio nella propria vita sessuale e relazionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quando la masturbazione può essere definita &#8216;patologica&#8217;? Esiste un limite oltre il quale ci si dovrebbe rivolgere ad uno specialista?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Stiamo parlando di un tipo di masturbazione non finalizzata al piacere, che viene ricercata e vissuta in modo ripetitivo, a volte ossessivo, per tentare di placare delle ansie sottostanti. In questi casi allora è bene cercare di comprendere meglio cosa cela questo comportamento rivolgendosi ad uno psicologo, uno psicoterapeuta, un sessuologo. La persona che utilizza la masturbazione in questo modo si rende conto del disagio che vive, ma spesso non riesce a dirlo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Masturbarsi fa calare la vista e crescere i peli sui palmi delle mani?</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/168724_125041784233964_100001844281836_163843_6593543_n.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-917" title="168724_125041784233964_100001844281836_163843_6593543_n" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/168724_125041784233964_100001844281836_163843_6593543_n-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>Ecco cosa intendo quando parlo di informazione corretta, non esistono dati scientifici che mostrano una relazione tra attività masturbatoria e qualsiasi tipo di conseguenza negativa sulla salute generale. Questi e altri ancora, sono stati i deterrenti proposti nel tempo per controllare la sessualità, vista come un forte detonatore individuale e sociale. Oggi abbiamo altri modi per controllarla, più sottili se vogliamo, ma sempre che tentano di esercitare una qualche forma di vigilanza sulla vita sessuale delle persone. In Italia, per esempio, non esiste una legge sull&#8217;educazione sessuale nelle scuole, ma poi si inorridisce di fronte ai video che i ragazzi fanno circolare su you tube e sui loro telefonini, o di fronte a quello che succede nelle chat. Se non pensiamo di poter dare una cornice di riferimento dove questi ragazzi possano discutere e confrontarsi sui temi della loro vita sessuo affettiva e poi proponiamo una società dove il sesso sembra sempre a portata di mano, rischiamo di creare tanti disadattamenti che avranno un costo a livello sociale e sanitario.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">tratto da <a href="http://www.adversus.it/">http://www.adversus.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dott. Roberto Ausilio</strong><br />
<strong> Psicologo della Salute, psicoterapeuta</strong><br />
<strong> cell 328 4645207</strong><br />
<a href="mailto: ausilio@centromandala.info" target="_blank">mail</a></p>
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<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
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		<title>Psicologia dello sport</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 09:18:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto ausilio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Centro Mandala &#8211; Psicologia e Salute &#8211; Benessere Mente Corpo &#8211; Orvieto</p>
<p><!--Centro Mandala - Psicologia e Salute - Benessere Mente Corpo - Orvieto--></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/SPORT082.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-908" title="SPORT082" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/SPORT082-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Numerosi studi dimostrano che <strong>l’attività fisica migliora il benessere psicologico</strong>, il nostro modo di gestire lo stress e le funzionalità mentali (come la capacità di prendere decisioni e quella di pianificare e la memoria a breve termine), riduce l’ansia e promuove una sana regolazione del sonno. L’evidenza dei test clinici dimostra che l’esercizio può essere utile per curare la <strong>depressione</strong>. Nelle persone più anziane, l’attività fisica può contribuire a ridurre il rischio di demenza e dell’insorgere del morbo di Alzheimer. Se lo sport migliora lo stato psicologico dell’individuo, allo stesso modo <strong>la psicologia</strong>, intesa come scienza, se applicata in maniera sistematica e definita, <strong>può contribuire a migliorare l’approccio allo sport</strong> da parte del giocatore, dell’appassionato, del tecnico nonché sviluppare una mentalità vincente e sicura da parte dell’atleta.<span id="more-903"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Nascita e sviluppo della psicologia dello sport </strong><br />
La psicologia dello sport è una disciplina giovane che si pone come punto di incontro tra ricerca scientifica ed applicazione nel settore; il suo bacino di utenza è costituito principalmente da allenatori, dirigenti, atleti, arbitri, medici dello sport, tecnici, e da tutti coloro che operano ad ogni livello nel campo dello sport. Il suo esordio ufficiale è avvenuto al primo Congresso Mondiale sulla psicologia dello sport, tenuto nel <strong>1965 </strong>a <strong>Roma</strong> e curato dal professor <strong>Ferruccio Antonelli</strong>, fondatore e attuale presidente onorario della SIPsiS, Società Italiana di Psicologia dello Sport.</p>
<p style="text-align: justify;">La psicologia dello sport, nata come corrente di pensiero in cui sono confluite diverse discipline (come la psicologia del lavoro e delle organizzazioni, la psichiatria, la medicina, la sociologia, la pedagogia e l’educazione fisica), <em>si pone come obiettivo la comprensione a 360° dell’uomo e del suo essere atleta, analizzando i processi e le conseguenze mentali dell’attività fisica e sportiva nei diversi contesti competitivo, educativo, ricreativo, preventivo, riabilitativo, della disabilità, ecc…</em><br />
Negli ultimi anni l’importanza di questa disciplina ha acquistato sempre maggiore dignità e importanza, anche perché, nello specifico, essa analizza i processi mentali e gli effetti della pratica sportiva direttamente sulla persona, e il suo fine è il conseguimento del benessere e della salute per favorire l’incremento della prestazione sportiva o la serenità nell’affrontarla. L’obiettivo di massimizzare il potenziale umano nel campo della prestazione sportiva, per aumentarla e sostenerla, ha oggi una forte e positiva implicazione per la società in generale, e sta diventando una legittima attività della comunità psicologica. La psicologia sportiva si è sviluppata nel momento in cui ci si è resi conto che <strong>l’allenamento mentale</strong>, inteso come parte integrante della preparazione atletica, <strong>poteva rivestire importanza determinante ai fini della buona riuscita della prestazione sportiva</strong>, come dimostrato da numerose ricerche in laboratorio e sul campo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/bambini-che-giocano-1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-909" title="bambini-che-giocano (1)" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/bambini-che-giocano-1-300x214.jpg" alt="" width="300" height="214" /></a>Gli scopi della psicologia dello sport</strong><br />
Essendosi sviluppata, nel corso degli anni, una concezione di allenamento «multimodale» (lo studioso dello sport Rainer Martens fu uno dei primi a sviluppare tale teoria), il lavoro dello psicologo dello sport è diventato molto vario e comprensivo di una serie di attività, atte a migliorare e <em>facilitare l’impiego ottimale delle forze, aumentare le capacità concentrativa, migliorare i processi decisionali utili negli sport di squadra, aumentare la capacità immaginativa, elevare la coesione di gruppo e ridurre l’ansia da prestazione attraverso tecniche di rilassamento e training autogeno.</em><br />
Schematizzando, ecco quali sono gli scopi della psicologia sportiva:<br />
<strong>Migliorare la prestazione sportiva</strong> &#8211; Questo lo scopo più comune che porta allenatori, atleti e dirigenti a richiedere la consulenza di uno psicologo dello sport. L’uso di un programma di preparazione psicologica centrato sul miglioramento della concentrazione e sull’insegnamento di strategie di mentali efficaci spinge l’atleta a porsi in una condizione pre-gara ottimale e tale da favorire l’affermarsi di una prestazione agonistica corrispondente alle sue capacità effettive. L’acquisizione di fiducia in sé alla ricerca di una propria stabile autostima, è la vera chiave della motivazione e accresce le sue probabilità di avere successo.<br />
<strong>Gestire lo stress e la paura agonistici </strong>- La pressione competitiva può derivare dalle aspettative dell’allenatore o dei genitori così come dalle aspettative dello stesso atleta. Imparare a gestire lo stress agonistico è importantissimo per conoscere le proprie reazioni e sviluppare al massimo la capacità di gestire efficacemente i momenti di forte tensione fisica e psicologica.<br />
<strong>Permettere ragazzi di vivere lo sport in maniera positiva </strong>- Le organizzazioni sportive che si occupano di attività giovanile trascurano spesso l’aspetto psicologico dell’allenamento, della gara, dell’integrazione tra compagni di squadra e delle problematiche relative all’integrazione sociale. La consulenza dello psicologo dello sport per formare/aggiornare i loro tecnici sportivi favorisce la realizzazione di programmi adeguati alle esigenze di sviluppo dell’autostima e delle competenze psicosociali, cognitive ed emotive dei giovani.<br />
<strong>Formare gli allenatori e i dirigenti sportivi </strong>- Oggi la figura dell’allenatore è molto diversa da quella del passato; prima ancora di essere un preparatore atletico, esso, soprattutto davanti ad un’utenza giovane, deve assumere un ruolo educativo. Un allenatore autorevole (ma non autoritario) deve stabilire una serie di regole precise ma lasciare ampio spazio ai contenuti e quindi alla possibilità per l’atleta di esprimere la propria originalità, le proprie possibilità al meglio, permettendogli di aumentare, in questo modo, la propria autostima. Allo stesso modo ogni operatore sportivo dovrebbe essere coinvolto in un processo di miglioramento continuo, non solo dal punto di vista professionale e tecnico ma anche in relazione alle sue capacità di stabilire relazioni interpersonali e di leadership efficaci e adeguate alle esigenze delle persone con cui si trova ad operare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/SPORT032.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-910" title="SPORT032" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/02/SPORT032-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Mental Training</strong><br />
Per mettere a punto questi obiettivi, la psicologia dello sport prevede una serie sistematica di interventi da operare sul gruppo o sull’individuo; dopo una prima diagnosi, in cui è messa in evidenza personalità, talento, abilità e stabilità emotiva dell’atleta, possono essere previste diverse modalità d’intervento. Ecco in cosa consiste il mental training.<br />
<strong>Focusing</strong>: focalizzazione dell’attenzione e sviluppo della concentrazione. Con questa terapia viene sviluppata nell’atleta la capacità di focalizzare la propria attenzione sull’evento sportivo al quale sta partecipando, sul compito che deve svolgere nel corso di un determinato momento della gara, sul gesto atletico che deve mettere in pratica; la sua concentrazione deve permettergli di non essere distratto da fattori interni, come pensieri negativi, malumori, motivi personali, ed esterni, come acclamazioni del pubblico, parole degli avversari<br />
<strong>Goal setting</strong>: formulazione degli obiettivi. Pianificare una stagione agonistica o sportiva e gestirne gli obiettivi, ha un’importanza pari alla pratica dell’allenamento vera e propria. La scarsa capacità di definire specifici livelli di abilità da raggiungere in nel rendimento dell’atleta, può compromettere una stagione intera. Con questo metodo gli obiettivi sono suddivisi in sub-obiettivi a breve, medio e lungo termine, mirati al miglioramento graduale della prestazione più che al risultato, e pianificati a seconda della difficoltà.<br />
<strong>Imagery</strong>: abilità immaginativa e allenamento ideomotorio. Tra le tecniche più usate per aumentare la performance degli atleti, l’imagery consiste nel fare in modo che l’atleta immagini di vedere se stesso, dall’esterno, mentre compie la prestazione sportiva, come se stesse guardano un film o un video. Gli atleti vengono progressivamente sollecitati e rappresentare mentalmente una serie di immagini visive, grazie all’uso di stimoli immaginativi polisensoriali che favoriscono coinvolgimento emotivo e cognitivo; inoltre viene favorita e sollecitata l’automazione di alcuni gesti atletici o sequenze d’azione, ai fini di poter &#8220;far risparmiare&#8221; all’atleta la giusta dose di concentrazione. La tecnica dell’imagery, preceduta sempre da una breve seduta di rilassamento, è anche utilizzata prima di una gara, ai fini di focalizzare l’attenzione dell’atleta nel contesto in cui si troverà di lì a poco.<br />
Arousal: gestione dell’attivazione fisiologica. Il termine arousal usato in psicofisiologia indica l’attivazione fisiologica e comportamentale dell’organismo ai fini di uno sforzo fisico ottimale: quando l’atleta deve compiere una prestazione, il suo organismo deve infatti sviluppare una serie di processi psicologici e fisici che gli garantiscano un risultato ottimale. Gestire lo stato di arousal significa quindi sviluppare il senso della vigilanza e dell’attenzione, accelerare l’attività dei muscoli che si preparano allo sforzo ed il cuore e i polmoni che si preparano al dispendio di energia. Per l’atleta è di fondamentale importanza raggiungere e mantenere il suo livello ottimale di attivazione psicofisiologica in ogni circostanza, allenandosi con delle semplici tecniche di attivazione o disattivazione, secondo le esigenze.<br />
<strong>Rilassamento, gestione dello stress e comunicazione</strong>. La fase di rilassamento dello sportivo, soprattutto in vista di un impegno decisivo o al termine dello stesso, hanno grande importanza; tecniche come il Training Autogeno o il Rilassamento Progressivo di Jacobson, vengono utilizzate per prendere consapevolezza della tensione muscolare a riposo e in attività per gestire situazioni ansiogene o stressanti e sono preparatorie a qualsiasi attività di imagery. Per quanto riguarda lo stress, sappiamo che sia l’allenatore che gli atleti possono esserne colpiti: si renderà quindi necessario adottare delle strategie per abbassare il livello di ansia, sviluppando l’abilità a controllare e ad utilizzare in modo vantaggioso gli stimoli stressanti. L’aspetto comunicativo, infine, dovrà essere costantemente monitorato: oggi gli atleti non vogliono essere esclusi dalla gestione dell’attività sportiva che lo riguardano e la necessità di dialogare e pianificare insieme con allenatori e dirigenti rende tale aspetto da non sottovalutare. Si rivelano di grande utilità incontri di gruppo fra atleti ed allenatore, fra allenatore e dirigenti, fra atleti di una stessa squadra con qualche problema di dialogo fra giocatori.</p>
<p style="text-align: justify;">(tratto da <a href="http://www.edusport.it/">http://www.edusport.it</a>)</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>dott. Roberto Ausilio, Psicologo dello Sport</strong><br />
<strong>cell 328 4645207</strong><br />
<strong><a href="mailto: ausilio@centromandala.info">mail </a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Psicologo dello Sport Orvieto, Psicologo dello Sport Terni, Psicologo dello Sport Viterbo, Psicologo dello Sport Umbria.</p>
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		<title>Educazione al Movimento: iscrizioni in corso</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 08:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto ausilio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono aperte le iscrizioni al corso di formazione &#8220;Educazione al Movimento&#8221; che si terrà al Centro Mandala nei giorni di sabato 31 marzo e domenica 1 aprile 2012 Per visionare il programma e iscriversi al corso clicca qui]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2011/11/gattonare.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-759" title="gattonare" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2011/11/gattonare-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" /></a>Sono aperte le iscrizioni al corso di formazione &#8220;Educazione al Movimento&#8221; che si terrà al Centro Mandala nei giorni di sabato 31 marzo e domenica 1 aprile 2012</p>
<p style="text-align: justify;">Per visionare il programma e iscriversi al corso <a title="Educazione al movimento" href="http://www.centromandala.info/formazione/educazione-al-movimento/">clicca qui </a></p>
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		<title>Sex addiction: un italiano su dieci è dipendente</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:19:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto ausilio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non è solo un problema da vip come Michael Douglas, Tiger Woods o Charlie Sheen. Il sesso può diventare una droga anche per i comuni mortali: secondo una ricerca, sono giovani, intorno ai 30 anni, in coppia ma anche single, e più spesso uomini gli italiani &#8216;drogati di sesso&#8217;. &#8220;Abbiamo condotto uno studio in parallelo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;"><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/01/168724_125041784233964_100001844281836_163843_6593543_n.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-883" title="168724_125041784233964_100001844281836_163843_6593543_n" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2012/01/168724_125041784233964_100001844281836_163843_6593543_n-198x300.jpg" alt="" width="198" height="300" /></a>Non è solo un problema da vip come Michael Douglas, Tiger Woods o Charlie Sheen. </span><span style="text-align: justify;">Il sesso può diventare una droga anche per i comuni mortali: secondo una ricerca, sono giovani, intorno ai 30 anni, in coppia ma anche single, e più spesso uomini gli italiani &#8216;drogati di sesso&#8217;. &#8220;Abbiamo condotto uno studio in parallelo con colleghi svedesi su 400 connazionali e altrettanti nord-europei, uomini e donne. Scoprendo che circa il 10% è sessomaniaco, e il 20% ha comportamenti a rischio&#8221;, spiega all&#8217;Adnkronos Salute Chiara Simonelli, docente di psicologia dello sviluppo sessuale alla Sapienza di Roma, in occasione dell&#8217;uscita oggi in Italia di &#8216;Shame&#8217;, l&#8217;audace film di Steve McQueen con un Michael Fassbender sessodipendente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-879"></span></p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Un film importante, perché è utile parlare di questi temi, e non solo quando a dichiarare la propria dipendenza sono personaggi famosi&#8221;, dice la studiosa. Anzi, portare una vicenda di questo tipo al cinema può, secondo Simonelli, far scattare un campanello d&#8217;allarme &#8220;nelle persone che sono più vicine a un sessodipendente: i familiari, gli amici, i partner. Sono loro i primi ad accorgersi che qualcosa non va. Anche perché si tratta di un fenomeno in continua crescita.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo visto infatti che, in una popolazione giovane e molto attiva online, per ogni donna &#8216;drogata di sesso&#8217; &#8211; dice Simonelli &#8211; ci sono quattro uomini con lo stesso problema. E se questi ultimi ricorrono molto più spesso a strumenti come riviste e film hard, le prime prediligono decisamente le chat room&#8221;. &#8216;Stanze virtuali&#8217; usate per flirtare e &#8216;agganciare&#8217; potenziali partner, con cui poi vivere incontri reali. &#8220;Ci ha colpito molto &#8211; prosegue &#8211; il fatto che, per uomini e donne, essere single o in coppia non fa differenza. Insomma, il sesso si cerca fuori casa anche se non manca nelle mura domestiche. Inoltre si è visto che nel 10% dei sessomaniaci la smania per il sesso è già arrivata a fare i primi danni, sul piano personale, ma anche lavorativo. E proprio la facilità nel trovare strade anche virtuali per soddisfare questa dipendenza alimenta la &#8216;febbre&#8217; per il gioco, e rende difficile uscire da questa vera e propria trappola&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Dire basta diventa difficile &#8220;anche perché non ci si rende conto di essere ormai presi dal proprio gioco. Così alcuni arrivano a far saltare il bilancio familiare prima di capire di avere un problema. E sono numerosi i giovani con comportamenti al limite, che rischiano di cadere in questa forma di dipendenza&#8221;, sostiene Simonelli. Si tratta di una schiavitù che &#8220;preoccupa prima chi ci sta intorno, e vede una progressiva assenza e un disinteresse per i rapporti sociali, il lavoro, insomma la vita vera&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Soddisfare il proprio desiderio &#8220;diventa l&#8217;attività centrale della giornata&#8221;, e può costare caro. &#8220;Ricordo il caso di un genitore in pensione letteralmente rovinato dal figlio, schiavo delle hotline. Insomma, si tratta di una dipendenza che, proprio come le altre, rischia di rovinare la vita&#8221;, conclude.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Ma cosa rende più vulnerabili alla sex addiction? &#8220;Non si sa ancora se in qualche modo una predisposizione genetica possa entrare in gioco, o se un qualche ruolo possano averlo le esperienze vissute, dunque i fattori ambientali&#8221;, prosegue l&#8217;esperta. &#8220;Sicuramente si tratta di elementi da investigare. In ogni caso possiamo pensare che le vittime di questa dipendenza presentino una qualche fragilita&#8217;, come accade nelle altre forme di &#8216;schiavitu&#8221; nei confronti di alcol, o droga, o anche gioco d&#8217;azzardo&#8221;. E se negli Usa sono fiorite delle cliniche apposite &#8220;che curano i malati di sesso come gli alcolisti e i tossicodipendenti&#8221;, da noi questo non è accaduto. &#8220;In genere ci si rivolge ai centri per le dipendenze, o al sessuologo. Ma uscire da questo &#8216;gioco&#8217; non e&#8217; affatto semplice: la percentuale di successo e&#8217; bassa &#8211; conclude &#8211; mentre e&#8217; elevato il rischio di ricadute&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #333333; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 11px; line-height: normal;"> </span>Tratto da http://www.adnkronos.com</p>
<p style="text-align: justify;">via <a href="http://www.opsonline.it/psicologia-27743-sex-addiction-dipendenza-sesso.html">Sex addiction: un italiano su dieci è dipendente</a>.</p>
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		<title>presentazione craniosacrale</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 08:16:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto ausilio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[SABATO 21 GENNAIO ore 16.00 al Centro Mandala, Orvieto. PRESENTAZIONE GRATUITA DELLA TERAPIA CRANIOSACRALE BIODINAMICA Un metodo dolce e potente che si basa sulle cognizioni dell&#8217;osteopatia sviluppandosi verso l&#8217;accoglienza dell&#8217;integrità dell&#8217;Essere e orientandosi all&#8217;intelligenza intrinseca della Salute. cos&#8217;è, da dove viene in cosa consiste? come si svolge un trattamento? Invitiamo ad assaporare l&#8217;efficacia e l&#8217;ampiezza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2011/12/cranio_sacrale1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-822" title="cranio_sacrale1" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2011/12/cranio_sacrale1-300x195.jpg" alt="" width="300" height="195" /></a><strong>SABATO 21 GENNAIO ore 16.00</strong> al Centro Mandala, Orvieto.<br />
PRESENTAZIONE GRATUITA DELLA TERAPIA CRANIOSACRALE BIODINAMICA</p>
<p style="text-align: justify;">Un metodo dolce e potente che si basa sulle cognizioni dell&#8217;osteopatia sviluppandosi verso l&#8217;accoglienza dell&#8217;integrità dell&#8217;Essere e orientandosi all&#8217;intelligenza intrinseca della Salute.<span id="more-855"></span></p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>cos&#8217;è,</li>
<li>da dove viene</li>
<li>in cosa consiste?</li>
<li>come si svolge un trattamento?</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Invitiamo ad assaporare l&#8217;efficacia e l&#8217;ampiezza del metodo craniosacrale biodinamico, in un incontro introduttivo teorico-esperienziale, condotto da <a href="http://www.centromandala.info/chi-siamo/professionisti/sofie-wendt/">Sofie Wendt</a>, operatrice craniosacrale. <strong>La partecipazione è gratuita!</strong></p>
<p>Al Centro Mandala, via Felice Cavallotti 18/a Orvieto<br />
ulteriori informazioni: 339 &#8211; 5293944<br />
<a href="http://www.talanith.eu ">www.talanith.eu </a><br />
<a href="http://www.centromandala.info">www.centromandala.info</a></p>
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		<title>Iscrizioni aperte a Psicologia del Corpo</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 09:17:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto ausilio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono aperte le iscrizioni al corso di formazione &#8221; La Psicologia del Corpo&#8221; che avrà inizio il 28 gennaio 2012. Il corso si propone di formare e approfondire l&#8217;utilizzo di tecniche e sensibilità dell&#8217;approccio psico-corporeo in psicologia ed è destinato a psicologi, medici, infermieri, fisioterapisti e quanto vogliono accostarsi all&#8217;argomento. Maggiori informazioni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2011/06/gruppo1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-601" title="AKGX2B" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2011/06/gruppo1.jpg" alt="" width="277" height="277" /></a>Sono aperte le iscrizioni al corso di formazione &#8221; La Psicologia del Corpo&#8221; che avrà inizio il 28 gennaio 2012. Il corso si propone di formare e approfondire l&#8217;utilizzo di tecniche e sensibilità dell&#8217;approccio psico-corporeo in psicologia ed è destinato a psicologi, medici, infermieri, fisioterapisti e quanto vogliono accostarsi all&#8217;argomento.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centromandala.info/formazione/corsi-di-formazione/psicologia-del-corpo-2012/">Maggiori informazioni</a></p>
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		<title>Psicoterapia o psicofarmaci?</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 14:57:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Centro Mandala &#8211; Psicologia e Salute &#8211; Benessere Mente Corpo &#8211; Orvieto Lo psichiatra e lo psicoterapeuta La psichiatria è quella specializzazione della medicina per conseguire la quale necessitano cinque anni di specializzazione successivi alla laurea e che si occupa della cura dei disturbi psichici, nella più vasta accezione del termine (psicosi, nevrosi, disturbi caratteriali, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Centro Mandala &#8211; Psicologia e Salute &#8211; Benessere Mente Corpo &#8211; Orvieto</p>
<p><!--Centro Mandala - Psicologia e Salute - Benessere Mente Corpo - Orvieto--><strong><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2011/12/180043_125041967567279_100001844281836_163853_4254653_n.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-847" title="180043_125041967567279_100001844281836_163853_4254653_n" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2011/12/180043_125041967567279_100001844281836_163853_4254653_n-239x300.jpg" alt="" width="239" height="300" /></a>Lo psichiatra e lo psicoterapeuta</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La psichiatria è quella specializzazione della medicina per conseguire la quale necessitano cinque anni di specializzazione successivi alla laurea e che si occupa della cura dei disturbi psichici, nella più vasta accezione del termine (psicosi, nevrosi, disturbi caratteriali, ecc.). Lo strumento principale, anche se non l’unico, dello psichiatra è costituito dagli psicofarmaci. Il suo intento curativo è rivolto alla risoluzione dei disturbi psichici elo scopo è quello del ripristino della situazione precedente, turbata dalla manifestazionedel sintomo. Anche lo psicoterapeuta si occupa della cura della psiche, ma solo ed esclusivamente mediante le parole: cura cioè attraverso lo strumento psicologico, allo scopo di dare unsenso alla sofferenza del paziente. L’azione dello psichiatra è mirata alla risoluzione del sintomo, quella dello psicoterapeuta invece ha lo scopo di comprenderlo. <span id="more-841"></span>Come più volte sottolineato, i due tipi di interventi, farmacologico e psicoterapeutico, stanno tra di loro in rapporto di complementarietà. Quando è presente una sintomatologia invalidante è necessario ottenere, nel giro di poche settimane, la regressione della fase acuta del disturbo e ciò è possibile mediante i farmaci. In tale tipo d’intervento il paziente è passivo e si deve solo limitare al rispetto della prescrizione medica. Più volte è stato sottolineato che i farmaci non hanno alcun effetto sulle cause dei sintomi e che, per agire su di esse, è necessario l’utilizzo dello strumento psicologico, cioè della psicoterapia. In tale caso è necessario un atteggiamento attivo del paziente ed una sua collaborazione con lo psicoterapeuta nel lavoro psicologico. Proprio per questo è consigliabile che il lavoro psicoterapeutico di ricerca venga iniziato quando il paziente è in grado di fornire la sua collaborazione e quindi non durante la fase acuta del disturbo, in cui la psicoterapia può solo avere funzione di supporto. Per meglio comprendere la differenza tra l’intervento con i farmaci e quello con la psicoterapia, possiamo utilizzare l’esempio di ciò che avviene nel nostro organismo quando abbiamo la febbre. Essa è il segnale che il corpo si sta difendendo da un qualche attaccoesterno, batterico o virale. Se la febbre è alta è necessario utilizzare gli antipiretici, tenendoperò presente che il sintomo febbre è solo un segnale e che bisogna indagare sul tipodi attacco che il nostro organismo sta subendo per una cura più mirata. Allo stesso modo, quando sono presenti sintomi psichici invalidanti, è utile l’uso dei farmaci, tenendo presente che i sintomi sono il segnale della presenza di conflitto internoche deve esser curato utilizzando lo strumento psicoterapeutico.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Età e psicoterapia</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Come più volte sottolineato, <strong>la psicoterapia è un viaggio all’interno di sé</strong> che ha lo scopo di aumentare il livello di conoscenza dei propri meccanismi interni. Non esistono quindi limiti di età per tale processo che può essere iniziato in ogni fase della vita. Naturalmenteè probabile che siano diverse le problematiche che emergono durante la psicoterapia di un paziente giovane rispetto a quelle di un paziente in età avanzata. Nel primo caso saranno affrontati in prevalenza problemi relativi al rapporto con le figure genitoriali, al binomiodipendenza/autonomia e alla sua ambivalenza, all’inserimento nel mondo del lavoro ealla costituzione di un proprio nucleo familiare.Nel secondo invece, avendo ormai realizzato gli scopi biologici della vita, risulteranno inprimo piano aspetti “spirituali”, legati alla ricerca del senso dell’esistenza.<br />
L’inizio della psicoterapia è spesso accompagnato da alcune paure variabili d’intensità edipendenti dalle informazioni in possesso del paziente. Accenniamo alle più frequenti. <em>Paura della durata</em>. Se ne è già parlato in un precedente paragrafo. Aggiungiamo che spesso tale paura è legata ad una forma di resistenza e che, con il progredire del lavoro terapeutico, tende a scomparire e lasciare il campo alla scoperta delle proprie risorse interiori.<br />
<em>Paura della dipendenza</em>. È spesso presente il timore del legame di dipendenza dallo psicoterapeuta e/o dalla psicoterapia tale da rendere difficile il distacco. Tale paura è basata sulla convinzione che lavoro di ricerca su se stessi sia esclusivamente legato alla figura del terapeuta o all’ambito in cui la terapia si svolge. È opportuno tenere presente che uno degli scopi della psicoterapia è la conquista dell’autonomia personale e quindi il superamento di legami di tipo dipendente. Durante la psicoterapia è fisiologica lapresenza di una fase in cui il rapporto con il terapeuta assume carattere di dipendenza, ma si tratta di un passaggio tanto obbligato quanto transitorio nel cammino verso l’autonomia.Bisogna inoltre tenere presente che il dialogo con il proprio inconscio non si esauriscenel corso della psicoterapia. Avrà termine la fase in cui è necessaria la mediazione delterapeuta, ma il paziente acquisisce la conoscenza dei propri meccanismi interiori e deglistrumenti che consentiranno di continuare a lavorare su se stesso anche dopo la fine dellarelazione con il terapeuta.<br />
<em>Paura del cambiamento</em>. Per alcuni versi, tale paura è paradossale in quanto il cambiamento è ciò che il paziente ricerca attraverso la psicoterapia. La metafora delle stampelle può essere utile per spiegare tale contraddizione. Chi ha imparato a camminare utilizzando per molti anni le stampelle da un lato ha il desiderio di liberarsene, ma dall’altro teme di non poterne fare a meno. Fuori metafora, chi si è adattato al mondo esterno e interno utilizzando meccanismi di tipo nevrotico, da un lato ne avverte il peso, ma dall’altro essi rappresentano il “noto” e il “certo”. Un tipo di adattamento diverso, senza quei meccanismi, appartiene al mondo del “non noto” e all’”incerto” e,quindi, oggetto di desiderio, ma anche di paura.Paura della scoperta dei “mostri”. Questa paura è figlia di una concezione riduttiva dell’inconscio in base alla quale esso è solo contenitore degli aspetti della nostra personalità rimossi per la loro connotazione negativa. Si tratta di una visione parziale che non tiene conto delle potenzialità positive ed inespresse presenti nell’inconscio e alle quali sarà possibile accedere attraverso il lavoro psicoterapeutico. Inoltre, quando ci si avvicina con un atteggiamento di paura a ciò che non si conosce, questo tende a essere vissuto come mostro terrifico. Solo attraverso la conoscenza i vari aspetti della personalità possono acquisire le loro reali dimensioni e caratteristiche.Paura di non essere all’altezza. A volte è presente, in pazienti con un livello basso diautostima, la paura di non essere in grado di svolgere il lavoro psicoterapeutico a causad ella presunta scarsa intelligenza o del basso livello culturale. Anche tale paura è però fuori luogo perché la buona riuscita del lavoro non dipende dal livello intellettivo né da quello culturale, ma dalla sensibilità personale e dalla capacità d’introspezione.Paura della distruzione. Nasce dall’idea che il lavoro psicoterapeutico consista prima nel demolire la struttura della personalità esistente e successivamente operare la ricostruzione sulle sue macerie. Da tale paura possono derivare timori per la stabilità del proprio rapporto affettivo o per la propria fede religiosa o per decisioni importanti già prese che si teme di scoprire inautentiche. In realtà la psicoterapia non ha lo scopo di distruggere quanto esiste, ma d’individuare e correggere le distorsioni presenti nel rapporto con se stessi e con gli altri, allo scopo di raggiungere una maggiore completezza ed autenticità.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">*Estratto da “La cura della depressione: farmaci o psicoterapia?” di Salvatore di Salvo, volume a cura dell’Associazione per la Ricerca sulla Depressione.</p>
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		<title>prossimi corsi al centro mandala</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 09:54:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto ausilio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Centro Mandala &#8211; Psicologia e Salute &#8211; Benessere Mente Corpo &#8211; Orvieto - LA PSICOLOGIA DEL CORPO Sono aperte le iscrizioni al corso di formazione &#8220;La Psicologia del Corpo&#8221;.Alla sua seconda edizione, arricchito di contenuti interessanti, il corso si propone di formare all&#8217;approccio corporeo ed olistico, fornendo basi teoriche ed operative in psicologia corporea.Il corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Centro Mandala &#8211; Psicologia e Salute &#8211; Benessere Mente Corpo &#8211; Orvieto</p>
<p><!--Centro Mandala - Psicologia e Salute - Benessere Mente Corpo - Orvieto--></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2011/10/paesaggio-con-farfalle-salvador-dali.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-590" title="paesaggio-con-farfalle-salvador-dali" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2011/10/paesaggio-con-farfalle-salvador-dali-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>- LA PSICOLOGIA DEL CORPO</p>
<p style="text-align: justify;">Sono aperte le iscrizioni al corso di formazione &#8220;La Psicologia del Corpo&#8221;.Alla sua seconda edizione, arricchito di contenuti interessanti, il corso si propone di formare all&#8217;approccio corporeo ed olistico, fornendo basi teoriche ed operative in psicologia corporea.Il corso è organizzato in due moduli, rispettivamente di 3 e 4 lezioni. Le lezioni del primo modulo si terranno nelle seguenti date: 28 gennaio, 25 febbraio, 17 marzoIl corso è di tipo teorico-esperienziale, ad approccio multidisciplinare, in attesa di riconoscimento crediti EcM. Lo scorso anno questo corso ha ottenuo ben 50 crediti formativi ECM dal Ministero. ATTENZIONE: sono previste 2 borse di studio a copertura del 50% del costo di iscrizione. <a href="http://www.centromandala.info/formazione/corsi-di-formazione/psicologia-del-corpo-2012/">Maggiori informazioni</a> Tel. 328 4645207</p>
<p>- COMUNICARE MEGLIO</p>
<p style="text-align: justify;">Ognuno di noi almeno qualche volta nella vita si è chiesto come mai a volte non riusciamo a capirci e farci comprendere dali altri.Sia nelle relazioni amicali, professionali e soprattutto nelle relazioni intime, possiamo imparare qualcosa di veramente utile per migliorare la qualità della nostra vita: possiamo imparare a comunicare meglio! Comunicare in maniera più efficace e finalizzata allo scopo di creare migliori relazioni con gli altri. Proponiamo un corso di formazione sulla comunicazione verbale e non verbale, della durata di 2 giornate in un week end per un totale di 16 ore. Il corso si svolgerà nelle date: 14-15 gennaio 2012, con orario: 9-13 / 14-18. <a href="http://www.centromandala.info/formazione/corsi-di-formazione/comunicare-meglio/">Per maggiori informazioni e scheda di iscrizione</a></p>
<p>- EDUCAZIONE AL MOVIMENTO</p>
<p style="text-align: justify;">Destinato a genitori, educatori/operatori d’infanzia e a quanti sentono l’esigenza di sapere di più sulla progressione  dello sviluppo in età evolutiva. Il corso è di tipo teorico e pratico-esperienziale ed utilizza un approccio psico-corporeo per  favorire l’acquisizione di una maggior consapevolezza sui processi fisiologici dello sviluppo infantile e nuove risorse personali per occuparsi di bambini. PROSSIME DATE: 11-12 febbraio 2012. Orario: 10-13:30 / 14:30-18:30. <a href="http://www.centromandala.info/formazione/corsi-di-formazione/educazione-al-movimento/ ">Maggiori informazioni</a></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>sindrome premestruale sintomi e cura</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 08:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>roberto ausilio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Centro Mandala &#8211; Psicologia e Salute &#8211; Benessere Mente Corpo &#8211; Orvieto Come combattere la sindrome premestruale? Ecco un articolo che può fare chiarezza rispetto ai disturbi fisici e psicologici cui vanno incontro moltissime donne nella settimana prima del ciclo mestruale. La sindrome premestruale può colpire così intensamente da scombussolare tutto l&#8217;organismo. Come controllare l&#8217;irritabilità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Centro Mandala &#8211; Psicologia e Salute &#8211; Benessere Mente Corpo &#8211; Orvieto</p>
<p><!--Centro Mandala - Psicologia e Salute - Benessere Mente Corpo - Orvieto--></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2011/12/sindrome-premestruale.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-803" title="sindrome-premestruale" src="http://www.centromandala.info/wp-content/uploads/2011/12/sindrome-premestruale-230x300.jpg" alt="" width="230" height="300" /></a>Come combattere la sindrome premestruale? Ecco un articolo che può fare chiarezza rispetto ai disturbi fisici e psicologici cui vanno incontro moltissime donne nella settimana prima del ciclo mestruale.</p>
<p style="text-align: justify;">La sindrome premestruale può colpire così intensamente da scombussolare tutto l&#8217;organismo. Come controllare l&#8217;irritabilità e l&#8217;umore cattivo? Con la psicoterapia, l&#8217;aiuto degli ormoni. E un pizzico di magnesio.<br />
<em>“Sono una donna normale per il 75 per cento della mia vita. Divento una mina vagante, aggressiva e violenta, nel restante 25 per cento, la settimana prima del ciclo. Sono abbastanza tranquilla per tre settimane. Poi mi comincia una tensione interna tremenda, una sorta di collera sorda, non so nemmeno io perché o contro chi, un’irritabilità ingovernabile che mi porta ad esplodere per la minima contrarietà in ogni ambito della vita.<span id="more-802"></span> Mi viene proprio la voglia dello scontro fisico, farei a botte volentieri. Ho capito la furia omicida, quando mi sento così. Vorrei che lei mi aiutasse a capire cosa mi sta succedendo. Soprattutto, ho bisogno urgente di trovare una cura efficace. Ho 40 anni, sono sposata, con una bambina di sei anni, adorabile&#8230; L’ultima settimana dello scorso ciclo mi è stata fatale. Ho litigato ferocemente con mio marito. E lui, stufo di queste crisi di violenza, mi ha detto chiaro e tondo che o faccio qualcosa di serio o lui se ne va perché ho passato ogni limite. Mi ha anche giurato che chiederà l’affidamento della bambina, perché non può lasciarla con una madre avviata alla pazzia. Questa frase mi ha buttata nel panico: adoro mia figlia e non posso nemmeno pensare di perderla. D’altra parte, a me scatta proprio qualcosa di fisico nel cervello, professoressa. Non voglio rovinare la mia famiglia e la mia vita. Cosa posso fare?”.Francesca R. (Livorno)</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em><br />
Capisco a fondo la sua preoccupazione e la sensazione di non riconoscersi, quasi, in quei giorni. Sì, quella settimana di “periodica follia”, come la chiama suo marito, può essere davvero devastante. E ha una forte base biologica, come lei sostiene giustamente. Si tratta di una forma di “sindrome premestruale” particolarmente impegnativa. Nel 4-6 per cento delle donne, infatti, le variazioni ormonali della fase premestruale scatenano un terremoto neurochimico, che va a scardinare uno dei sistemi di comando emotivo fondamentale, quello che regola le emozioni potentissime di collera e di rabbia. Aumentano allora la tensione interiore sorda, l’irritabilità, la vulnerabilità quindi a iper-reagire anche al minimo fattore di disturbo. Viene inibita la capacità di autocontrollo, che di solito trova nel lobo frontale l’alleato più forte per modulare le nostre emozioni. Non ultimo, fluttua fortemente anche l’umore, che tende a virare al nero. Il risultato è quel misto di violenza verbale, di aggressività, di perdita di autocontrollo e di crescente distruttività che lei descrive. Questa tempesta ormonale può scatenare un vero e proprio furore omicida. Non a caso gli psichiatri hanno definito come “sindrome disforica della fase luteale tardiva” questa sintomatologia esasperata che può costituire un’attenuante importante anche negli omicidi, se compiuti in questo stato mentale. Si riconosce infatti che la donna affetta da sindrome premestruale grave abbia una ridotta capacità di intendere e di volere, a causa di questo sconquasso biologico, che tende a peggiorare nei dieci anni prima della menopausa.top<br />
Si tratta di sintomi solo psichici o anche fisici?In realtà il terremoto ormonale e neurobiologico si ripercuote ugualmente anche sul corpo. Per esempio, molte signore lamentano gonfiore addominale (perché l’intestino è ricchissimo di recettori per la serotonina, il neurotrasmettitore che viene gravemente alterato nella sindrome premestruale grave). Soffrono per l’aumento di peso, anche di tre-quattro chili, in una settimana. Molte notano una marcata ritenzione idrica, per cui si sentono gonfie, specialmente verso sera, al punto di dover aumentare di una taglia la misura della gonna o dei pantaloni. L’appetito aumenta in modo eccessivo, e si accentua per alcuni cibi, dolci o decisamente salati. In altri termini, tutto l’organismo risente di questo sconquasso ormonale neurochimico. Ecco perché questa sindrome va affrontata in modo serio e rigoroso.<br />
Come affrontare questa sindrome premestruale così invalidante? La cura è articolata: innanzitutto, va affrontata a livello di stile di vita. Una regolare attività fisica quotidiana è preziosa per scaricare in modo sano tutta la tensione psicofisica che si accumula, riconquistando autocontrollo e maggiore serenità. La pratica dello yoga può aiutare a detendere le tensioni fisiche attraverso il respiro e il rilassamento corporeo. L’alimentazione deve evitare, specie in quei giorni, i cibi salati, che aumentano la tendenza a ritenere i liquidi, e, soprattutto, i cibi conservati, specie in scatola, che contengano glutammato. Questa sostanza aumenta la tendenza all’irritabilità e all’aumento della pressione arteriosa. Sono da evitare anche gli alcolici e le sostanze eccitanti come caffeina e teina, mentre è da preferire un’alimentazione che privilegi frutta e verdura fresche, pesce, formaggi freschi. Il sonno deve essere protetto, anche nella quantità di ore (almeno sette, meglio ancora otto), perché la sua carenza esaspera ulteriormente l’irritabilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono cure mediche specifiche? Sì. Da ginecologa appassionata delle interazioni tra ormoni e psiche, ritengo che la sindrome premestruale, specie se severa, vada affrontata in parallelo sul fronte sia ormonale, sia neurobiologico. Sul primo, è necessario ridurre le fluttuazioni del ciclo, con contraccezione ormonale monofasica (ossia con dosaggio costante di ormoni in ogni pastiglia, cerotto o anello vaginale) in continua, cioè senza la settimana di sospensione per la mestruazione, per almeno tre cicli o più (tipo “seasonal”). Chiaro: ogni ciclo evitato è uno sconquasso in meno. Nei casi gravissimi, si arriva a sospendere temporaneamente il ciclo con iniezioni mensili dei cosiddetti “analoghi del GnRh”, sostanze che bloccano reversibilmente gli ormoni che attivano l’ovaio. Se la donna non desidera questo tipo di soluzione, il progesterone naturale può essere d’aiuto, anche se con minore efficacia. Sono poi preziosi gli antidepressivi di ultima generazione chiamati “regolatori della ricaptazione della serotonina” (SSRI), per regolare l’umore e gli scatti di collera-rabbia. Nella pratica clinica, ne uso una bassa dose (5 o 10 mg di paroxetina, per esempio) nella prima metà del ciclo, salendo poi a 20 o 30 mg o più nella seconda metà del ciclo, e in particolare nella settimana critica. E’ sempre il medico curante a valutare comunque, caso per caso, il principio attivo e la dose più adeguati alla singola donna. Questo consente un trattamento a basso dosaggio complessivo, graduato e personalizzato, quando la vulnerabilità alla sindrome disforica è massima. Anche il magnesio, 1500 mg assunti quotidianamente, può contribuire a ridurre l’irritabilità, specie se l’alimentazione ne è carente, come succede in circa il 20 per cento della nostra popolazione. Con una buona integrazione fra stili di vita, regolazione ormonale e modulatori dell’umore è possibile controllare la sindrome premestruale in modo molto soddisfacente, riconquistando la serenità personale e&#8230; familiare.</p>
<p style="text-align: justify;">Approfondimento – La fitoterapia può essere utile nella sindrome premestruale? Sì, e in particolare l’agnocasto, utilizzato proprio per il trattamento naturale della sindrome premestruale (PMS). Il nome latino – “Vitis agnus castus” – indica che un’azione terapeutica era stata riconosciuta dagli antichi botanici. Le parti contenenti i principi attivi di interesse farmacologico sono i semi. Si tratta di oli essenziali, flavonoidi e iridoidi glucosidici. Diversi studi clinici hanno confermato l’efficacia dell’agnocasto (1 compressa alla sera, per tutto il mese) nei confronti della sindrome premestruale, con una completa remissione dei sintomi nel 33 per cento delle donne trattate e un miglioramento significativo in un altro 52-57 per cento a seconda degli studi. Le autorità sanitarie tedesche hanno già approvato l’uso dell’agnocasto per le irregolarità del ciclo mestruale, la PMS e la mastodinìa, ossia il dolore al seno, perché le evidenze finora raccolte sono di buon livello scientifico. Una ragione in più per prendere in considerazione questo aiuto fitoterapico per le donne che desiderino una terapia naturale.</p>
<p style="text-align: justify;">Articolo della Prof.ssa Alessandra Graziottin. Direttore del Centro di Ginecologia e Sessuologia Medica H. San Raffaele Resnati, Milano. <a href="http://www.alessandragraziottin.it/">http://www.alessandragraziottin.it</a></p>
<p style="text-align: justify;">Centro Mandala Orvieto<br />
Psicologia e Salute<br />
tel. 328 4645207</p>
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